Feeds:
Articoli
Commenti

La presentazione del cammino Quaresimale da parte degli operatori pastorali e la comprensione che ne possono avere i “destinatari” è inevitabilmente legata alle comprensioni ed interpretazioni che si hanno del mistero pasquale che si sta per celebrare. Questa  sottolineatura può sembrare strana o superflua. Si potrebbe immediatamente rispondere che i significati teologici, liturgici e pastorali che sono racchiusi nelle celebrazioni del triduo santo hanno un significato unico ed evidente,  per cui l’unico problema potrebbe essere quello di una migliore spiegazione degli stessi.

Invece una più attenta frequentazione dei testi conciliari, della riflessione teologica di questi ultimi cento anni e anche della predicazione recente dei Papi metterebbe in luce la realtà di un progressivo spostamento degli accenti all’interno della spiritualità e della presentazione catechistica del grande mistero della fede. Soprattutto che i due tempi liturgici non si vivono e non si comprendono separatamente.

Quaresima e mistero pasquale sono semanticamente collegati. Se è vero che possiamo attribuire alla Quaresima tutto il vocabolario della preparazione è tuttavia inevitabile riflettere che “prepararsi” chiede di specificare “a cosa”. Definire la Quaresima come “cammino” non può limitarsi solo alla declinazione del camminare stesso. A  piedi, in macchina, col treno, da solo, in gruppo, di giorno, di notte, con la mappa, con una guida… Ma verso dove?

Possiamo camminare 40 giorni e 40 notti per superare le acque del diluvio, oppure per guadagnare la nostra terra promessa, oppure per capire il senso della volontà di Dio nella storia come Elia profeta, oppure per superare la tentazione di essere al servizio più di noi stessi che del regno di Dio, come capitò a Gesù stesso con la “tentazione”  all’inizio del suo compito messianico, oppure per prendere coscienza che Gesù ha concluso il suo cammino e che spetta a noi ora, dopo la sua ascensione, per mezzo dello Spirito, riprendere le strade del mondo…

***

Il mistero pasquale è simbolo della concentrazione e quindi della esplosione di tutte le energie positive che guidano gli individui nella storia. Queste energie si sono concentrate nella esperienza di fede di Gesù Cristo crocifisso ma risuscitato per volere del Padre. Sono donate all’umanità come azione dello Spirito che, già presente nella creazione e nella storia, ora viene nuovamente compreso come energia vitale del Cristo risorto. Il mistero pasquale, nella sua doppia dimensione di esaltazione del crocifisso e invio dello Spirito, è fondamento e autenticazione di ogni direzione umana e di ogni energia. La Quaresima è cristiana quando rinnova le azioni delle comunità, le energie psichiche e culturali presenti al suo interno e nella società, riorientando tutto il desiderio di vita degli individui e delle comunità alla costruzione dei segni del regno descritti e iniziati dalla prassi messianica di Cristo.

[puoi leggere la riflessione completa in
http://www.lucianomeddi.eu/interventi/quaresima_settimana.pdf ]

Attenzione! nel II semestre il mio orario di ascolto degli studenti sarà LUNEDI ore 10.30-12.00

Meddi L., La parrocchia cambia parroco. Una risorsa per la pastorale, Cittadella , Assisi 2012.

Perché ci interessiamo al tema del cambio di guida di una comunità parrocchiale (= CdG)? …  In senso globale possiamo dire che ci interessiamo di tale questione perché sempre più appare evidente che le comunità vivono questo momento in modo molto negativo.

La cura pastorale ne risente eccessivamente e il potenziale di appartenenza e di missionarietà faticosamente accumulato in precedenza si disperde a volte in modo irreversibile. In una parola sembra che tale situazione sia una delle cause.

Indice

Introduzione
Da problema a risorsa 5
Abbreviazioni e sigle » 11

1. Nella stagione della corresponsabilità ministeriale » 13
1. Il ripensamento missionario della pastorale » 13
2. Verso una parrocchia comunità di comunità » 16
3. La nuova stagione ministeriale » 20
4. Continuità\discontinuità nella comunità ministeriale » 24

2. Qualità nell’analisi pastorale » 27
1. Necessità e possibilità di una analisi di qualità » 27
2. Indicatori per una analisi di qualità » 31

3. La comunità parrocchiale in situazione di cambio 35
1. Il cambio di guida 35
I soggetti del cambio 36
II cambio di guida come processo 37
L’obiettivo del cambio della guida 42
2. Come viene vissuto dalla comunità 43
3. Dove ci sta portando questa situazione 44
4. Punti di riferimento teologico-pastorali 49
1. La teologia e la pastorale del Codice49
2. Guida di comunità in una comunità soggetto Pag. 52
3. Superare le pratiche inadeguate » 54

5. Il cambio di guida per lo sviluppo di una comunità » 57
1. Il cambio nella crescita/sviluppo della comunità » 58
Teologia del cambio » 59
Cambio e sviluppo » 60
Le fasi di sviluppo di una comunità » 60
2. Obiettivo del cambio: progettare comunità missionarie » 61
Definire la progettazione pastorale » 61
Cambio per la conversione missionaria » 62
Qualità della guida » 64

6. Il tempo sabbatico della comunità » 67
1. Proposta: il cambio come tempo sabbatico » 67
2. Finalità del cambio » 68
3. Contenuti e compiti » 69
L’analisi della situazione » 69
L’individuazione dell’obiettivo possibile » 71
La scelta/decisione della guida » 72
La integrazione della nuova guida » 72
4. Situazioni affettive » 73
5. Soggetti » 74
6. Tappe e azioni » 75
7. Modalità concreta » 77
8. Nuova ministerialità » 77

Conclusione
Lieti nella comunione e nel servizio » 79
Indicazioni bibliografìche » 83

Scarica la Introduzione.pdf


 

Molti di voi non hanno mai visto Roma con la neve durante gli anni di studio! Ecco l’università piena di neve!

clicca in https://picasaweb.google.com/102458902116711707788/UniversitaUrbanianaELaNeveDiRoma#slideshow/5706030779600880226

Scarica il libretto per la meditazione

Ecco un figlio è nato per voi.ebook

potete scaricare il piccolo libretto, un ebook, per la preparazione personale e comunitaria di questo Natale. Sono riflessioni sul Vangelo dell’Annunciazione che possono essere fatte giorno dopo giorno, quasi come una novena

Ecco un figlio è nato per voi.ebook

consiglio per la stampa:
1. salvare il file e aprirlo con adobe
2. aprire “file” e “stampa
3. nella maschera di stampa segnare:
- ridimensionamento pagina: stampa opuscolo
- sottoinsieme opuscolo: solo fronte (opp. fronte\retro)

Date esame 2011\2012

 

MLE1012     Catechesi missionaria nel XX secolo    30/01/2012            08:30

MLE1012     Catechesi missionaria nel XX secolo    06/02/2012            08:30

MLE2015     I linguaggi della fede e il CCC                 01/02/2012            08:30

MLE2015     I linguaggi della fede e il CCC                 08/02/2012            08:30

MF1013       Catechesi nella iniziazione cristiana     02/02/2012            08:30

MF1013       Catechesi nella iniziazione cristiana     09/02/2012            08:30

http://www.zenit.org/article-28851?l=italian
Udienza del Papa ai partecipanti dell’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 1 dicembre 2011 (ZENIT.org) – Poche ore fa, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, il Santo Padre Benedetto XVI  ha ricevuto in Udienza i partecipanti alla XX Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che si è svolta dal 29 novembre al 1° dicembre 2011 per celebrare il duplice XXX anniversario dell’Esortazione Apostolica Familiaris consortio e dell’istituzione del Dicastero. Riportiamo di seguito il discorso che il Papa rivolge ai presenti:

                       **************

Signori Cardinali,

Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!

Sono lieto di accogliervi in occasione dell’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, nella ricorrenza di un duplice XXX anniversario: dell’Esortazione Apostolica Familiaris consortio, pubblicata il 22 novembre 1981 dal beato Giovanni Paolo II, e del Dicastero stesso, da lui istituito il 9 maggio precedente con il Motu Proprio Familia a Deo instituta, come segno dell’importanza da attribuire alla pastorale familiare nel mondo e, al tempo stesso, strumento efficace per aiutare a promuoverla ad ogni livello (cfr Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, 73). Saluto cordialmente il Cardinale Ennio Antonelli, ringraziandolo per le parole con cui ha introdotto il nostro incontro, come pure Monsignor Segretario, gli altri collaboratori e tutti voi, qui convenuti.

La nuova evangelizzazione dipende in gran parte dalla Chiesa domestica (cfr ibid., 65). Nel nostro tempo, come già in epoche passate, l’eclissi di Dio, la diffusione di ideologie contrarie alla famiglia e il degrado dell’etica sessuale appaiono collegati tra loro. E come sono in relazione l’eclissi di Dio e la crisi della famiglia, così la nuova evangelizzazione è inseparabile dalla famiglia cristiana. La famiglia è infatti la via della Chiesa perché è “spazio umano” dell’incontro con Cristo.

I coniugi, “non solo ricevono l’amore di Cristo, diventando comunità salvata, ma sono anche chiamati a trasmettere ai fratelli il medesimo amore di Cristo, diventando comunità salvante” (ibid., 49). La famiglia fondata sul sacramento del Matrimonio è attuazione particolare della Chiesa, comunità salvata e salvante, evangelizzata ed evangelizzante. Come la Chiesa, essa è chiamata ad accogliere, irradiare e manifestare nel mondo l’amore e la presenza di Cristo. L’accoglienza e la trasmissione dell’amore divino si attuano nella dedizione reciproca dei coniugi, nella procreazione generosa e responsabile, nella cura e nell’educazione dei figli, nel lavoro e nelle relazioni sociali, nell’attenzione ai bisognosi, nella partecipazione alle attività ecclesiali, nell’impegno civile.

La famiglia cristiana, nella misura in cui, attraverso un cammino di conversione permanente sostenuto dalla grazia di Dio, riesce a vivere l’amore come comunione e servizio, come dono reciproco e apertura verso tutti, riflette nel mondo lo splendore di Cristo e la bellezza della Trinità divina. Sant’Agostino ha una celebre frase: “immo vero vides Trinitatem, si caritatem vides”, “Ebbene, sì, tu vedi la Trinità, se vedi la carità” (De Trinitate, VIII,8). E la famiglia è uno dei luoghi fondamentali in cui si vive e si educa all’amore, alla carità.

Nella scia dei miei Predecessori, anch’io ho più volte esortato gli sposi cristiani ad evangelizzare sia con la testimonianza della vita che con la partecipazione alle attività pastorali. L’ho fatto anche di recente, ad Ancona, in occasione della chiusura del Congresso Eucaristico Nazionale italiano. Là ho voluto incontrare insieme i coniugi e i sacerdoti.

Infatti, i due Sacramenti detti “del servizio della comunione” (CCC, n. 1534), Ordine Sacro e Matrimonio, vanno ricondotti all’unica sorgente eucaristica. “Entrambi questi stati di vita hanno, infatti, nell’amore di Cristo, che dona se stesso per la salvezza dell’umanità, la medesima radice; sono chiamati ad una missione comune: quella di testimoniare e rendere presente questo amore a servizio della comunità per l’edificazione del popolo di Dio.

Questa prospettiva consente anzitutto di superare una visione riduttiva della famiglia, che la considera mera destinataria dell’azione pastorale. La famiglia è ricchezza per gli sposi, bene insostituibile per i figli, fondamento indispensabile della società, comunità vitale per il cammino della Chiesa” (Omelia ad Ancona, 11 settembre 2011). In virtù di ciò “la famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per questa finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale. Nessuna vocazione è una questione privata, tanto meno quella al matrimonio, perché il suo orizzonte è la Chiesa intera” (ibid.).

Vi sono degli ambiti in cui è particolarmente urgente il protagonismo delle famiglie cristiane in collaborazione con i sacerdoti e sotto la guida dei Vescovi: l’educazione di bambini, adolescenti e giovani all’amore, inteso come dono di sé e comunione; la preparazione dei fidanzati alla vita matrimoniale con un itinerario di fede; la formazione dei coniugi, specialmente delle coppie giovani; le esperienze associative con finalità caritative, educative e di impegno civile; la pastorale delle famiglie per le famiglie, rivolta all’intero arco della vita, valorizzando il tempo del lavoro e quello della festa.

Cari amici, ci prepariamo al VII Incontro Mondiale delle Famiglie, che si terrà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno del 2012. Sarà per me e per noi tutti una grande gioia ritrovarsi insieme, pregare e fare festa con le famiglie venute da tutto il mondo, accompagnate dai loro Pastori. Ringrazio la Chiesa Ambrosiana per il grande impegno profuso finora e per quello dei prossimi mesi. Invito le famiglie di Milano e della Lombardia ad aprire le porte delle loro case per accogliere i pellegrini che verranno da tutto il mondo.

Nell’ospitalità sperimenteranno gioia ed entusiasmo: è bello fare conoscenza e amicizia, raccontarsi il vissuto di famiglia e l’esperienza di fede ad esso legata. Nella mia lettera di convocazione all’Incontro di Milano chiedevo “un adeguato percorso di preparazione ecclesiale e culturale”, perché l’evento riesca fruttuoso e coinvolga concretamente le comunità cristiane in tutto il mondo.

Ringrazio quanti hanno già realizzato iniziative in tal senso e invito chi non lo ha ancora fatto ad approfittare dei prossimi mesi. Il vostro Dicastero ha provveduto a redigere un prezioso sussidio con catechesi sul tema “La famiglia: il lavoro e la festa”; ha inoltre formulato per le parrocchie, le associazioni e i movimenti una proposta di “settimana della famiglia”, e sono auspicabili altre iniziative.

Grazie ancora per la vostra visita e per il lavoro che svolgete a favore delle famiglie e a servizio del Vangelo. Mentre assicuro di ricordarvi nella preghiera, di cuore imparto a ciascuno di voi e ai vostri cari una speciale Benedizione Apostolica.

Per chi desidera partecipare ad seminario di studio per approfondire l’uso di Word in funzione di elaborati e tesine può partecipare all’incontro di

GIOVEDI 1 DICEMBRE
ore 12.00-12.30

AULA 28

La preparazione di esame del corso  MLE 2015 i linguaggi della fede e il Catechismo della Chiesa Cattolica

prevede 4 lavori scritti (alcuni saranno discussi oralmente)

2.scheda sui linguaggi (verifica teoretica) SCRITTO E ORALE
3.studio di un articolo di CCC o Compendio o YouCat (uso del testo) SCRITTO
4. esercizio di pratica di evangelizzazione\inculturazione
SCRITTO E ORALE
 
Ecco una guida all’esame che puoi scaricare (download)
CCC_laboratorio

Imparare a farsi stranieri significa accettare la sfida di percorsi plurali, di incomprensioni, di necessità di avere una mappa dentro la quale muoversi, dentro la quale far interagire la missione.

Certamente, nell’affrontare questo tema, io ho molte precomprensioni, che non posso qui esplicitare. Teniamo presente che questo tema si può interpretare a partire da molti punti di vista: il concetto di missione, la pratica di missione, come leggiamo l’idea di salvezza, il contesto di servizio: se sto in un gruppo di animazione o sto direttamente in un luogo missionario o sto rievangelizzando in Italia.

Questo intervento è un contributo ad un tema che è ancora molto aperto. Alcune cose si sono fatte chiare, altre non lo sono, non lo saranno forse per ancora diversi decenni. Pian piano la cristianità, la Chiesa, la missione chiariranno il nuovo paradigma verso cui stiamo andando.

Mi è sembrato utile raggruppare le mie riflessioni attorno a quattro interessi: ho voluto chiarire il tema; ho voluto collocarlo all’interno dell’evoluzione che abbiamo negli ultimi cento/centocinquanta anni del modo di fare la missione; ho messo a tema alcuni aspetti del pellegrinaggio, del farsi straniero, dell’itineranza nella pratica della missione; e infine ho approfondito l’ultima parte del titolo: imparare a farsi stranieri.

[leggi tutto il  testo]

Articoli precedenti »

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.